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Strati di sabbia

Strati di sabbia

Regia: Rita Spadola e Nicola Michele

con

Paoletta: Valentina Sulas

Tom: Rita Spadola

Drammaturgia: Nicola Michele

Collaborazione alla drammaturgia: Rita Spadola e Valentina Sulas

Oggetti di scena: Emilio Ortu Lieto

Riprese ed editing video: Antonio Cauterucci

Partitura fisica e concept video: Rita Spadola

Direzione tecnica: Paolo Dettori

Luci: Nicola Michele, con la collaborazione di Rita Spadola

Elaborazioni sonore: Marcello Carta

Musica: Autori vari

Distribuzione: Sonia Soriga

Produzione: Il Salto del Delfino e Caranas 108

con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna

Durata: 55 minuti

Età: 7 – 99 anni

La storia

La storia è quella di Paoletta, una ragazzina che cresce in un mondo a volte in salita e, a volte, in discesa, e

del suo amico Tom, un compagno di giochi molto speciale. Insieme affrontano le vicissitudini della vita

cercando di trovare il "giusto" modo per rapportarsi ai genitori, agli altri… ma soprattutto imparando ad

ascoltare se stessi. In arrivo, vi sono delle sorprese: un fratellino! Allieterà o disturberà la vita di Paoletta?

 

Dubbi, gioie e piccole grandi preoccupazioni vengono portati in scena dal punto di vista dei piccoli per

avvicinarsi al mondo dei “grandi”.

Attraverso un linguaggio semplice ed immediato che combina e integra parola e danza, immagini e suoni,

condurremo il giovane pubblico in un viaggio dove ognuno potrà riconoscersi e ritrovare un pezzetto della

propria storia.

Note di regia

Lo spettacolo di teatro-danza indaga in modo delicato, ironico ed evocativo una delle emozioni più antiche del

mondo: la rabbia, sentimento discusso, negato, e controverso. L’obiettivo è quello di rileggere insieme il suo

significato, di esplorare le possibilità di manifestarla, e perché no, di trovare l’occasione per conviverci o

combatterla…Ognuno di noi vive i propri sentimenti e le proprie emozioni nel modo che sceglie o forse come

gli altri ci impongono?

Il lavoro non propone ricette o soluzioni, ma intende evocare situazioni emotive che possano innescare

interrogativi e invitare alla riflessione, offrire spunti per ripensare altre modalità partendo dal presupposto che

non c’è nulla di sbagliato nel sentire “la pancia che ribolle”…

Lo spettacolo è costruito per favorire il coinvolgimento dei bambini e la curiosità degli adulti: con una dinamica

sempre in evoluzione, sviluppa la commistione dei diversi linguaggi artistici offrendo così ad un giovane

pubblico la possibilità di conoscere e familiarizzare con gli elementi propri della creazione artistica

contemporanea.

Avremo inoltre la possibilità di ritrovare sulla scena un personaggio che finora abbiamo potuto incontrare nella

nostra fantasia, ognuno a suo modo: l’amico immaginario. Quest’ultimo, bizzarro e dotato di un certo senso

dell’umorismo, ci condurrà nei luoghi emotivi che caratterizzano i meandri dell’ infanzia e le suggestioni

evocate dai sogni.